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ISTITUTO COMPRENSIVO "FRANCESCO D'ESTE"
Massa Lombarda - Ravenna

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Archivio didattico Giornalisti per Caso - Maggio 2008

Tra seghetti, morsetti
e carta vetrata

Quest'anno il prof. Degani ci ha proposto una iniziativa un po' strana: il laboratorio di traforo.
Quando ce ne ha parlato in classe ero un po' scettica, e non ero l'unica, per due motivi: innanzitutto non capivo cosa c'entrasse con il programma scolastico, e poi mi sembrava una cosa più adatta ai maschi (io mi sentivo già negata). Per fortuna il prof. Degani ha scelto personalmente le persone da portare in laboratorio, ed io non ero nell'elenco. Col passare dei giorni vedevo i miei amici compagni chiamati dal prof. incerti sulle prime e poi sempre più coinvolti. Non capendo il motivo ho subito pensato che il fatto di saltare un'ora di matematica o di inglese li facesse reagire così ma mi sembrava esagerato. Alcuni miei amici che trascorrevano le ultime ore del sabato nel laboratorio di traforo mi raccontavano che era bello, si divertivano insomma. Era una cosa che non avevano mai fatto e soprattutto si stava bene, c'era un bel clima di lavoro. A me questa cosa ha incuriosito tanto che ho chiesto al prof. se potevo fare anch'io il laboratorio. Il prof. è sempre entusiasta nei nostri confronti e mi ha subito coinvolta: mi ha spiegato quale era il progetto da realizzare, un giocattolo molto semplice a forma di Pinocchio, e mi ha mostrato come utilizzare gli strumenti di lavoro, seghetto da traforo, morsetto, carta vetrata etc.
A questa iniziativa erano invitati i ragazzi delle tre classi della mia scuola perciò mi sono ritrovata con alcuni di seconda e di terza che non conoscevo neanche tanto. La cosa bella è che dentro a quell'aula non c'erano ruoli ma solo dei ragazzi che si fidavano del prof. e che gli piaceva stare insieme a parlare di tante cose, ascoltando un po' di musica. Adesso mi viene in mente cosa ci aveva detto il prof. presentandoci l'iniziativa: ragazzi vi propongo questo laboratorio un po' insolito forse, però penso che insieme ci potremo divertire, a me non interessa l'esito del lavoro, cioè vorrei che riuscissimo a fare qualche oggetto ben fatto, che ci soddisfa, ma soprattutto questa occasione di lavoro è un pretesto per stare insieme in modo libero e semplice fra di noi. E infatti è stato così, ci siamo aiutati e ascoltati mentre cercavamo di fare qualcosa di bello. Non penso che un lavoro manuale potrà essere il mio tipo di lavoro futuro ma è stata una bellissima esperienza che vorrei rifare il prossimo anno.

Classe 1^A, S.S. Sant'Agata